
Un 2025 che ha regalato all’azienda Valdostana di Nicola Rosset, uve di grandi prospettive e due importanti novità: l’arrivo dei monocultivar a base di Fumin e Torrette.
Le condizioni climatiche decisamente favorevoli e la volontà da parte di Nicola Rosset di portare avanti sempre di più le bandiere del territorio, rappresentate dalle uve autoctone, sono il filo rosso comune di questa vendemmia che si è appena conclusa con grande soddisfazione da parte di tutta la squadra aziendale. 
A farsi “portavoce” di questo momento, Matteo Moretto, enologo interno ed una delle anime di questa realtà produttiva.
«È stata una bella vendemmia, sia qualitativa che quantitativa. Le quantità, infatti, c’erano già in primavera in fioritura, con una stagione piovosa al punto giusto che ha reso i terreni erano belli umidi. La pianta, quindi, ha potuto tirare acqua e crescere in condizioni ottimali. Inoltre, non abbiamo avuto problemi di patogeni. L’estate è stata una delle minori degli ultimi venti anni».
Moretto ricorda che durante la stagione calda, in realtà, le temperature sono state anche alte, ma in un periodo molto concentrato e con escursioni termiche elevate e poca pioggia.
«Le correnti ventose arrivavano da ovest, quindi dalla Francia – continua – cosa che ha fatto rimanere l’umidità relativa sempre stata sotto il 50%. Negli ultimi sei–sette anni, invece, il vento arrivava da est e questo ci portava ad avere sempre umidità al 70 per cento cosa che rendeva molto difficile il controllo della peronospora. Quest’anno c’erano condizioni ottimali per la giusta crescita vegetativa delle piante a maturazione delle uve».
Rispetto quindi alle precedenti due vendemie, è venuta fuori la qualità: ottima.
L’escursione termica estiva ha contribuito inoltre ad avere uve che hanno contribuito a divenire vini estremamente freschi con acidità elevate, soprattutto sui rossi.
Quest’anno porta anche con sé due importanti novità nella produzione dell’azienda: Torrette e Fumin.
«Da quest’anno produrremo altri due autoctoni: il Torrette ed il Fumin – spiega ancora Moretto -. Posso affermare che sono venute due ottime basi. Per i vini che produciamo noi sicuramente, al momento, oltre 
a queste due basi interessanti i prodotti di maggiore qualità sono il Syrah e il Sopraquota. Specie per quest’ultimo la qualità è molto elevata, sia per l’acidità sia perché la vendemmia è stata effettuata proprio nel momento giusto, direi perfetto».
Bene anche il resto della produzione con lo Chardonnay in linea con la 2020. Ottime prospettive anche per la Petite Arvine.
Sul Pinot Grigio, invece, le quantità sono maggiori; il Pinot Nero è venuto bene, di buona qualità: vedremo poi in affinamento come evolverà.
«Ripeto: usciranno dei bianchi molto fragranti, molto profumati e rossi veramente freschi» chiude Moretto.
