Non è stato un semplice educational, né una classica attività di incoming. La prima edizione di Mandrolisai Incoming Experience ha segnato un passaggio più evoluto nel percorso di comunicazione del Consorzio: un momento di confronto reale tra chi il territorio lo produce e chi, ogni giorno, lo traduce in racconto, carta vini e proposta gastronomica.
Due giornate nel cuore della Sardegna interna, costruite con un’impostazione precisa: far emergere il Mandrolisai non solo come denominazione, ma come sistema culturale complesso, dove viticoltura, paesaggio e identità produttiva convivono in un equilibrio ancora raro nel panorama contemporaneo.
Il programma ha alternato visite ai vigneti – molti dei quali allevati ad alberello e con età che supera il secolo, elemento distintivo di un paesaggio viticolo riconosciuto a livello nazionale – a sessioni di degustazione tecnica dedicate alle tre tipologie della DOC (Rosato, Rosso e Rosso Superiore), fino all’apertura di vecchie annate, strumento fondamentale per leggere la traiettoria evolutiva del territorio.
Ma il punto centrale non è stato solo cosa si è degustato, bensì come: ogni momento è stato pensato per favorire un dialogo diretto tra produttori e ospiti, creando uno spazio di confronto raro per qualità e profondità. Un’impostazione coerente con il percorso intrapreso dal Consorzio, che negli ultimi anni ha intensificato le attività di divulgazione e formazione per rafforzare la percezione del Mandrolisai nel mercato nazionale.
A guidare degustazioni e momenti formativi è stato Francesco Saverio Russo, project manager del Consorzio, che ha proposto una lettura contemporanea della denominazione, spostando il focus dalla sola “qualità” – ormai categoria inflazionata – agli elementi distintivi: il microclima interno, la viticoltura ad alberello, l’età media dei vigneti e, soprattutto, la complementarità varietale tra uve autoctone.
Un’impostazione che trova nel Mandrolisai un caso quasi unico: una denominazione che porta il nome del territorio in etichetta e che costruisce la propria identità sulla coesistenza di vitigni come Cannonau, Monica e Muristellu (Bovale Sardo), anziché sulla monocultura varietale.
A confrontarsi con questa realtà, un gruppo selezionato di professionisti provenienti dall’alta ristorazione e dall’hotellerie italiana, figure abituate a lavorare su contesti di eccellenza e quindi particolarmente rilevanti nel processo di posizionamento del territorio:
«La loro presenza – afferma Massimiliano Mura, presidente del Consorzio – non è stata solo simbolica: rappresenta un passaggio strategico nella costruzione di una nuova narrazione del Mandrolisai, che passa inevitabilmente dalla ristorazione di alto livello e dalla capacità di questi professionisti di interpretare e trasferire valore al consumatore finale. Poter passare del tempo con loro, mostrando quel che siamo e cosa facciamo, nella più genuina sincerità, è il miglior biglietto da visita per il territorio».
In questo senso, la Mandrolisai Incoming Experience si inserisce in un disegno più ampio, che punta a consolidare la consapevolezza interna dei produttori e, allo stesso tempo, a costruire un racconto esterno più strutturato, coerente e riconoscibile.
Un percorso che proseguirà nei prossimi mesi con una presenza mirata nei principali contesti di settore:
«Più che una singola iniziativa, quindi, Mandrolisai Incoming Experience rappresenta un primo tassello di un progetto più ampio: costruire, con metodo, il posizionamento di uno dei territori più identitari e ancora in parte inespressi del vino italiano – dicono in conclusione Massimiliano Mura ed il vicepresidente Sebastiano Etzo».
Progetto realizzato con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale, ai sensi della L.R. 21 febbraio 2023, n. 1, art. 1, comma 3 – D.G.R. n. 39/37 del 10.10.2024 – CUP E48H24001210002